La spiaggia di Portoselvaggio


Spiaggia Porto Selvaggio
   (Foto di Proprietà di Franco Mantegani per Nelsalento.com)

Il Salento incontaminato lo trovate a Portoselvaggio, una delle marine di Nardò che è un autentico paradiso sullo Ionio.

Il perché è presto spiegato. Le sue spiagge fanno parte del "Parco naturale regionale di Portoselvaggio e Palude del Capitano", istituito nel 1980: un'oasi di mare, natura, ma anche di storia e preistoria.

Il mare: un manto sfumato, vellutato, con i riflessi dello zaffiro e solcato dalle 5 vele di Legambiente dal 2007 al 2010 (4 nel 2012), importante riconoscimento alla pulizia dei litorali e alla qualità dei servizi offerti ai bagnanti. Qui, la maestosa scogliera e il versante ciottoloso stringono in un unico abbraccio la distesa salina e quelle sorgenti d'acqua dolce originate dai torrenti sotterranei tipici delle zone carsiche.

La natura: ben 516 ettari di una lussureggiante pineta che ospita anche il limonio salentino, le graminacee e si fregia degli odori sprigionati dalle piante tipiche della macchia mediterranea: ginepro fenicio, ginestra spinosa, lentisco, mirto ed altre ancora.Un habitat più che ideale, dunque, per la fauna che alberga qui: volpi, camaleonti, ricci, donnole, merli, tordi, il gheppio e il falco grillaio.

La storia e la preistoria, infine, rivivono nelle torri e nelle grotte. La Torre dell'Alto: un'antica struttura d'avvistamento d'età aragonese, oggi sede del museo di biologia marina. La Torre Uluzzo: innalzata nel XVII secolo e parzialmente crollata, ha il nome di un bellissimo fiore, l'asfodelo, che dà quel tocco di fascino in più alla baia omonima. Ma la Baia di Uluzzo è anche un sito archeologico d'importanza europea, perché conserva testimonianze dell'arte figurativa preistorica che hanno portato all'istituzione dell'era "Paleolitico uluzziano" (circa 40mila anni fa).

Nella baia sono presenti alcune grotte sommerse e soprattutto la Grotta del Cavallo, dove sono stati portati alla luce due molari risultati appartenere all'Homo Sapiens Sapiens, il che avrebbe avuto come conseguenza quella di rintracciare nel Salento la culla dell'uomo moderno.
L'altra è la Grotta di Capelvenere che deriva il nome da una pianta di felce: preziosi reperti sono stati ritrovati pure al suo interno, d'età messapica, romana e medievale.

Per voi che non vedete l'ora di appurare con i vostri occhi questo spettacolo fuori dal tempo, ecco alcune fotografie abbastanza fedeli:

Torre dell'Alto

Grotta del Cavallo

Vista panoramica di Portoselvaggio

la Palude del Capitano

La pineta di Portoselvaggio

Torre Uluzzo




Disclaimer

Questo è un sito amatoriale sulle spiagge del Salento, la maggioranza delle foto sono state realizzate da noi, qualcuna invece è stata presa direttamente da internet, inserendo, dove trovati, i riferimenti dell'autore. Se una o più foto sono di vostra proprietà, vi preghiamo di contattarci e provvederemo a inserire i vostri riferimenti o a rimuovere la foto.