La spiaggia di Porto Badisco


Vista dell'Insenatura di porto badisco - La piccola spaiggia

Un viaggio "slow" (lento) fra storia, preistoria e leggenda...a Porto Badisco. Con questo post, vogliamo darvi una mano a districare i tre fili che s'intrecciano attorno all'incantevole (ma dovete dirlo voi!) silhouette della caletta di Uggiano La Chiesa,  frazione di Otranto. Premesso che qui siamo sulla costa orientale del Salento, lambita dal mar Adriatico, direi che possiamo cominciare.

La leggenda. Prendiamo un capo del filo mitico. No, non è quello che l'innamorata Arianna diede al suo eroe preferito, Teseo, perché si orientasse all'interno del labirinto abitato dal tanto temuto Minotauro. Questo ve lo diamo noi, per non farvi andare in confusione nel conteso delle voci che si moltiplicano circa la prima tappa in Italia di Enea, il protagonista del poema latino di Virgilio, l'"Eneide". A vantarsi di essere state calpestate dal piede dell'eroe, infatti, sono in tante località pugliesi: Otranto, Santa Maria di Leuca, la Grotta della Zinzulusa, la nostra Porto Badisco e Castro. Chi dice la verità? Purtroppo non Porto Badisco, perché nel libro terzo del poema si fa, invece, una chiara allusione ai resti di un tempio di Minerva che recenti ricerche dirette dal professor Francesco D'Andria, docente di archeologia all'Università del Salento (anche direttore dell'Istituto dei beni archeologici e monumentali del Cnr), hanno localizzato a Castro.

La preistoria. Alcune delle più importanti testimonianze dell'era neolitica europea abitano all'interno di una grotta "vietata", la Grotta dei Cervi, dove nessuno può entrare se non virtualmente (a parte gli studiosi), perché il flusso di visitatori potrebbe danneggiare l'immenso patrimonio di pittogrammi che l'antro naturale costiero vanta, e che l'è valso il titolo di "Cappella sistina" della preistoria, assegnato (non a distanza) dal professor Paolo Graziosi dell'Istituto italiano di preistoria e protostoria di Firenze. Fu proprio lui, infatti, ad arrivare subito sul posto non appena la grotta fu scoperta, nel febbraio del 1970, da alcuni componenti del Gruppo speleologico salentino di Maglie, per dare il suo contributo all'interpretazione delle pitture neolitiche. Quasi tutte le immagini rinvenute (umane, animalesche, scene di caccia, di vita religiosa, pastorali) sono dipinte con guano di pipistrello (più recenti), alcune con ocra rossa (più antiche). Non vi spiegate la denominazione della grotta? Beh, sappiate che i pittogrammi più frequenti sono proprio quelli che raffigurano scene di caccia al cervo, un animale molto diffuso in zona, a quei tempi.

La storia. La località turistica a due passi da Otranto, assai frequentata oggi, ieri era un piccolo borgo di pescatori. Si dedicavano alla raccolta e vendita dei ricci (per i quali Porto Badisco è sempre stato l'habitat ideale, tanto che famosa è l'attuale "sagra dei ricci"), ma anche ad una particolare tecnica di pesca, il "Chiangiolo". Era detta così dal nome della barca madre, "chianci", da cui si gettavano le reti in mare, per poi ritirarle quand'erano cariche di pesce. Ma, nel frangente, una funzione molto importante era svolta dalle imbarcazioni più piccole dotate della "lampara", una piccola lampada che serviva ad attrarre i pesci.

Porto Badisco oggi. Il paesaggio odierno è legato al passato da un filo rosso, quello dell'autenticità. Il mare sfumato dell'Adriatico, tra lo smeraldo e il cobalto, la costa frastagliata, la spiaggetta umida per via del laghetto emerso ed alimentato da un piccolo fiume che scorre nei meandri della terra. Ancora, la natura: le piante aromatiche della macchia mediterranea (rosmarino, mirto, cappero, timo) da un lato, specie floristiche autoctone e in via d'estinzione (come la campanula pugliese e l'alisso di Leuca) dall'altro. Non vi meraviglierà, a questo punto, sapere che tutti questi tesori fanno parte del Parco regionale "Costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase". 

Di seguito, una gallery fotografica all'altezza (speriamo!):




Porto Badisco


Porto Badisco


Porto Badisco


Per quest'ultima foto, ringraziamo Artide_53 su http://www.flickr.com/photos/40691959@N00/2185608349/

2 comments

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20 settembre 2012 12:10 ×

A sannicola in provincia di Lecce c'é una cappella in un luogo che sembra essere abbandonato dove c'è un disegno meraviglioso di un cielo stellato e indica che li passo Enea

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CISTONE GIUSEPPE
admin
21 settembre 2012 20:41 ×

QUESTO E' L'INCANTO DEL SALENTO, VISITATELO, NON VI PENTIRETE!!!!!!!!!!!!!!

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